Binario 1


(..) La materia metaforica allora diventa epidermide incisa, raccontata, scritta; pelle che accetta di essere cesellata come una filigrana, trafitta da piccoli fori, da graffi, restando sempre bellissima, densa di significanze, di cicatrici che, se accettate e metabolizzate, acquistano la grazia di un gioiello. E gli interventi del gesto accolgono questa stessa dimensione poetica, diventando calligrafie delicate oppure aprendosi a slanci in apparenza rabbiosi, ma restando in realtà sempre assorti, attentamente valutati anche là dove, a prima vista, sembrerebbero mossi da un impeto vitalistico. Il colore si accorda a questo gesto meditato in una texture di toni chiari che scivola dal candore niveo delle garze alla malinconia di terre sabbiose e cineree, Le superfici si lasciano abbracciare da pennellate improvvise di neri profondi o accensioni vibranti di rosso in una scrittura che resta sempre pacificata, risolta, silenziosa, raccolta in se stessa, che accetta consapevolmente la responsabilità di raccontare il mondo, ascoltando ciò che è meno rumoroso e assordante. E, nel raccontarlo, raccoglie le tracce della sua bellezza residuale, con il suo bagaglio ingombrante di difetti e discontinuità necessarie, con le illuminazioni, gli incanti sospesi, le possibilità di riscatto e di cambiamento raccolte e disegnate durante il viaggio. Un viaggio destinato, fortunatamente, a rimanere inconcluso.

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